- Senti, Dood …
Dood, si chiamava, il bambino.
- Visto che te ne stai sempre qui …
- Mmmmh.
- Tu magari lo sai.
- Cosa?
- Dove ce li ha, gli occhi, il mare?
- …
- Perché ce l’ha, vero?
- Sì.
- E dove cavolo sono?
- Le navi.
- Le navi cosa?
- Le navi sono gli occhi del mare.
Rimase di stucco, Bartleboom. Questa non gli era proprio venuta in mente.
- Ma ce n’è a centinaia di navi.
- Ha centinaia di occhi, lui. Non vorrete mica che se la sbrighi con due.
Effettivamente. Con tutto il lavoro che ha. E grande com’è. C’è del buon senso, in tutto quello.
- Sì, ma allora, scusa …
- Mmmmh.
- E i naufragi? Le tempeste, i tifoni, tutte quelle cose lì … Perché mai dovrebbe ingoiarsi quelle navi, se sono i suoi occhi.
Ha l’aria perfino un po’ spazientita, Dood, quando si gira verso Bartleboom e dice
- Ma voi … voi non li chiudete mai gli occhi?
― Alessandro Baricco, Oceano mare. (via intantolondrabrucia)